Rosé 2003

Rosé

2003

Il brivido dell'ignoto

Quando Dom Pérignon sceglie di essere Rosé, è in nome della libertà: la libertà di avventurarsi, di liberarsi dalle convenzioni per spingersi oltre i limiti della creatività.
Nato da questo desiderio di osare, Dom Pérignon Rosé coglie lo splendore rosso del Pinot Noir e ne cattura l’energia vitale in un assemblaggio audace e deciso. Frutto di un lento e magistrale invecchiamento di quasi 12 anni, Dom Pérignon Rosé è indomito e carnale, al contempo chiaro e scuro, magnetico. La sua vibrazione abbraccia il brivido dell’ignoto e invita all’esplorazione

2003

AL PALATO

La bocca è concentrata e notevolmente ben definita. L’estensione è strutturata, carnosa. La consistenza setosa, speziata, si fonde con molta gradualità in una persistenza minerale, iodata, salina.

AL NASO

La vivacità, la ricchezza e la complessità del bouquet lo rendono provocante. Si incontra prima di tutto il frutto maturo, poi il fico e la fragola di bosco non appena il vino respira e cresce, svelando così la guaiava, la violetta, vaniglia.

La vendemmia 2003

Dopo un inverno particolarmente freddo, secco e rude, le gelate primaverili dal 7 all'11 aprile rimarranno per sempre nella mente dei viticoltori della Champagne. L’estate - la più calda da 53 anni - esordisce però con un caldo torrido. Quello che si era miracolosamente salvato dal gelo e dalla grandine dovetta resistere alla morsa del caldo fino alla vendemmia. Il raccolto fu perfettamente maturo e sano, paragonabile a quello dei mitici 1947, 1959 e 1976.

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